Una rappresentanza degli alunni del nostro Istituto ha preso parte, il 4 novembre scorso, alla manifestazione organizzata dal Comune di Tolentino per celebrare la giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
In particolare, dopo aver presenziato allo squillo di tromba ed alla deposizione della corona di alloro presso il Monumento ai Caduti posto accanto alla sede della nostra scuola, gli alunni si sono uniti alle Autorità civili e militari nel corteo che, muovendo dal Monumento, si è diretto verso Piazza della Libertà.
Qui, a seguito dell’alzabandiera e del saluto della Vice Sindaco Silvia Luconi, sono salite sul palco, a nome ed in rappresentanza dell’intero Istituto, le nostre alunne del V° moda, Martina Ferretti e Nada Dhoum, le quali, tenendo conto degli approfondimenti svolti e delle riflessioni dedicate in classe a questa importante giornata ed alla concomitante ricorrenza del centenario della traslazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria, sono intervenute con un discorso molto sentito e davvero toccante; Martina e Nada, infatti, oltre a rievocare i principali avvenimenti e a sottolineare il profondo valore storico di tale ricorrenza, ne hanno anche evidenziato l’enorme attualità, emozionando i presenti con un forte pensiero rivolto alle troppe vittime inermi ed incolpevoli (in particolare donne e bambini) che, ogni giorno, del tutto ignote alla storia ed al mondo, perdono la vita a causa di inaccettabili conflitti ed ingiustizie.

 

Di seguito il discorso delle nostre ragazze.

 

 

Perché viene ricordata questa data e perche’ e’ considerata importante da noi italiani? Il 4 novembre è la giornata dell’unità d’Italia nazionale e delle forze armate e venne istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale. Poco dopo la marcia su Roma, la festa cambiò nome in Anniversario della vittoria, assumendo una denominazione caratterizzata da un forte richiamo alla potenza militare d’Italia, mentre dopo la fine della seconda guerra mondiale, il significato della festa è tornato a quello d’origine. Fino agli anni 80-90 la sua importanza è andata via via declinando ma grazie all’ex presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi la festa è tornata a celebrazioni più ampie e diffuse. Il 4 Novembre del 1921, dopo un viaggio in treno attraverso varie città italiane, ci fu la traslazione da Aquileia a Roma dei resti di un soldato caduto al fronte durante la prima guerra mondiale. Di questi soldati caduti non si conosceva l’identità poiché i corpi che vennero scelti erano privi di elementi che potessero permettere il riconoscimento, così venne scelto un soldato in modo tale da rappresentare simbolicamente tutti i caduti e i dispersi in guerra italiani. Questo soldato venne chiamato Milite Ignoto e venne sepolto sotto l’altare della Patria al Vittoriano. Questo evento non è un evento solo storico ma anche attuale, infatti ancora oggi ci sono vittime di guerra, e non solo, di cui non si conosce l’identità, tra cui bambini e donne innocenti. Tutte queste vittime sono spesso dovute a conflitti motivati da ragioni di pessima politica internazionale. Prendiamo ad esempio lo Yemen, un paese una volta florido e ricco di cultura che è stato reso un campo di guerra, per contrasti tra potenze che hanno contribuito a portarvi distruzione e sofferenza con migliaia e migliaia di vittime, soprattutto tra i bambini, che resteranno purtroppo ignote.
“La grandezza non ha un tempo e non ha un nome”